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Biblioteca Civica e Accademia Cosentina

In Piazza XV Marzo, nel cuore del centro storico, il Palazzetto della Cultura ospita due delle istituzioni culturali della città: la Biblioteca Civica di Cosenza e l'Accademia Cosentina. Sono legate da un rapporto che va oltre la prossimità fisica — l'Accademia è, come la definiscono i suoi stessi membri, «culturalmente la madre della Biblioteca».

L'Accademia Cosentina nacque nel 1511 per volontà di Aulo Giano Parrasio, umanista cosentino che riunì intorno a sé alcuni dei più brillanti ingegni del Rinascimento meridionale come Bernardino Telesio, i fratelli Martirano e Sertorio Quattromani. Fu tra le prime accademie umanistiche d'Europa, e il suo nome rimase legato per secoli all'immagine di Cosenza come "Atene della Calabria". Ancora oggi è attiva come istituzione culturale e presiede al patrimonio della Biblioteca.

L'idea di una biblioteca pubblica per la città arrivò nel 1871, quando l'Accademia e il sindaco Luigi Focaracci la fondarono con risorse economiche del Comune e della Provincia. Lo scopo era costruire un luogo dove raccogliere i libri e le opere degli illustri personaggi cosentini e calabresi — memoria scritta di una città che aveva fatto dell'intelletto il suo segno distintivo. Nel 1873 la mancanza di denaro costrinse alla chiusura, e solo nel 1895 il professor Luigi Fera riuscì a garantirle sostegno finanziario per tenerla in vita. Nel 2009 la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria dichiarò il patrimonio di eccezionale interesse culturale.

Il patrimonio è infatti tra i più rilevanti del Mezzogiorno: oltre 150.000 volumi di diverse epoche, 53 incunaboli, oltre 500 manoscritti, 1.500 edizioni del XVI secolo, 2.000 testate tra riviste storiche e giornali, pergamene e codici liturgici anteriori al Concilio di Trento del 1545. Trenta codici musicali membranacei del Cinquecento, molti ornati da miniature a mano, costituiscono una delle sezioni più rare. I fondi privati donati nel corso del tempo — Salfi, Muzzillo, De Chiara, Guarasci, Rendano, Campagna — raccontano la generosità con cui le famiglie cosentine consegnarono alla città la propria memoria.

L'edificio che ospita la biblioteca fu costruito tra il 1931 e il 1933, al posto dei giardini che un tempo appartenevano al Monastero di Santa Chiara. È un edificio a un piano solo, compatto, rivestito di finto travertino. La facciata è segnata da finestre con timpani e cornici e da un corpo leggermente sporgente che inquadra il portale d'ingresso e la triplice finestra del Salone dell'Accademia. Lo scalone interno a due rampe e il mosaico in facciata sono gli altri elementi che la caratterizzano. Sulla porta del salone principale l'iscrizione latina «SOLACIUM ANIMI LITTERAE» — le lettere sono il conforto dell'animo — sintetizza il senso di entrambe le istituzioni. I segni del regime che aveva voluto l'edificio — i fasci littori sull'architrave, le asce ai piedi dello scalone — furono rimossi nel dopoguerra.

Accanto al Palazzetto, l'ala più antica del complesso ospita il fondo dei libri antichi, mentre la Sala Conferenze intitolata a Francesco Saverio Salfi ha sempre ospitato importanti presentazioni e mostre bibliografiche. Oggi la Biblioteca è chiusa al pubblico per i lavori di restauro che coinvolgono il Palazzo dell'Accademia, la Torre Libraria e alcune sale del complesso. Il patrimonio è stato trasferito temporaneamente alla Biblioteca Nazionale e all'Archivio di Stato.

Momento ideale
la Biblioteca è attualmente chiusa per restauro. L’Accademia Cosentina continua la sua attività istituzionale. Per aggiornamenti sulla riapertura verificare sul sito del Comune di Cosenza.
Accessibilità
è raggiungibile a piedi dal cuore del centro storico.
Cultura locale
l’Accademia Cosentina è la più antica istituzione culturale della città e una delle prime d’Europa. Tra i suoi fondatori Bernardino Telesio, il filosofo cosentino che anticipò il metodo scientifico moderno e a cui è dedicata la statua al centro di Piazza XV Marzo. Su questa stessa piazza si affacciano il Teatro Rendano e il Palazzo del Governo.
Itinerario consigliato
Nel raggio di pochi metri, alle spalle della biblioteca, nello stesso complesso di Santa Chiara puoi visitare il chiostro rinascimentale e, al livello superiore, il Museo del Fumetto. Poco più in giù, lungo Corso Telesio, Il museo Diocesano che conserva la preziosa Stauroteca, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta con l’icona del XII sec. Della Madonna del Pilerio, patrona della città.

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