Complesso di San Gaetano

Alle pendici del colle Triglio, sulla sponda destra del Crati in Piazza Tommaso Ortale, il Complesso di San Gaetano è uno degli angoli più particolari del centro storico. Qui, più edifici distinti — una chiesa parrocchiale, un convento, un oratorio e una seconda chiesa — formano un insieme nato attorno a un nucleo più antico. Il censimento ecclesiastico, infatti, attesta la presenza di preesistenze sul sito già a partire dal XII secolo, prima che nella seconda metà del Cinquecento sorgesse qui la chiesa di San Leonardo, ceduta poi ai Padri Teatini giunti a Cosenza. Furono loro a portare in città il culto per il loro fondatore San Gaetano da Thiene. Nel 1783, poi, con la soppressione del convento teatino, la chiesa accolse anche la parrocchia dei Santi Stefano e Lorenzo, nei pressi del ponte dei Pignatari, distrutta da una piena del Crati. Dal 1822 il complesso porta ufficialmente il nome di San Gaetano.
La facciata visibile sulla piazza, in cima alla gradinata, è una composizione a capanna sobria ed essenziale. Il bel portale in tufo dei primi anni del Seicento, intagliato da maestranze roglianesi, appartiene a una stagione di grande vitalità artigiana che ha lasciato segni simili in diverse chiese del territorio cosentino; sopra di esso una nicchia accoglie un mosaico con l'apparizione della Vergine a San Gaetano, e più in alto il rosone illumina la navata. L'interno tardobarocco, con volta a botte lunettata, paraste con capitelli corinzi e arcate in ritmo serrato, raccoglie opere di notevole qualità. Sull'altare maggiore in marmo di inizi Novecento, incorniciata da due coppie di colonne e un timpano spezzato, campeggia una pregevole tela seicentesca di Gerolamo Imparato raffigurante la Sacra Famiglia con Dio Padre benedicente, nota anche come "Trinità terrestre". La cupola e le pareti del presbiterio sono decorate da dipinti di Settimio Tancredi con episodi della vita di San Giuseppe, mentre sulla volta tre tele di Emilio Iuso narrano i santi titolari della parrocchia. Tra le opere da non perdere, una scultura in marmo della Madonna col Bambino di ambito senese del XV secolo, proveniente dall'attiguo oratorio del Suffragio, e la statua lignea seicentesca di San Giuseppe, molto venerata nella parrocchia. La chiesa porta ancora i segni dei bombardamenti alleati del 1943, visibili all'esterno accanto all'ingresso.
Al complesso appartengono anche il convento dei Teatini, l'oratorio della Confraternita del Suffragio su via Garrubba — con aula a volta a botte e decori seicenteschi — e la chiesa di Santa Croce delle Domenicane su via don Maletta, che sull'altare maggiore conserva un antico affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli, staccato dall'omonimo convento soppresso e qui collocato.





