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Complesso Monumentale di San Domenico

In Piazza Tommaso Campanella, sulla riva sinistra del Busento a pochi passi dalla confluenza con il Crati, il Complesso Monumentale di San Domenico è uno dei luoghi più affascinanti e meglio conservati della Cosenza medievale. La sua origine risale al 1240, quando i frati domenicani si insediarono presso una chiesa dedicata a San Matteo. Nel 1448 Antonio Sanseverino, conte di Altomonte e duca di San Marco Argentano, cedette ai domenicani il palazzo e i terreni adiacenti per edificare il nuovo complesso; la prima pietra fu posata il 5 maggio 1449 e la chiesa venne consacrata l'8 maggio 1468. Dal 1525 il convento divenne sede di uno Studium Generale delle due Province di Calabria Citra e Ultra, polo di formazione che nel 1588 accolse Tommaso Campanella, il filosofo di Stilo che raggiunse Cosenza per incontrare il pensiero dell'altro grande filosofo calabrese, il cosentino Bernardino Telesio.

La facciata della chiesa è di rara eleganza. Il magnifico rosone gotico fiammeggiante in tufo, con sedici colonnine a raggiera raccordate da archetti e cornice a tortiglione, è una delle testimonianze più preziose di questo stile in Calabria. Sotto di esso si apre il portale ligneo del 1614, commissionato dalla famiglia Cavalcanti e finemente intagliato con motivi floreali, figure di santi domenicani e stemmi, entro un protiro archiacuto medievale. L'interno fu trasformato nei primi decenni del Settecento dallo stuccatore napoletano Giovanni Calieri — morto prima di ultimare i lavori, completati dai fratelli Gesummaria di Napoli — in uno degli esempi più riusciti di tardobarocco della regione. La navata unica con volta a botte lunettata è dominata da una bella cupola con tamburo ottagonale, attico e lanterna, tra le più complete conservate in Calabria. Da non perdere la Madonna della Febbre scolpita nel 1540 da Giovanni da Nola, il magnifico coro ligneo seicentesco del maestro Fabrizio Volpe da Paterno con stalli intagliati con grifoni, sirene e mostri alati, e l'Oratorio del Rosario con il suo sontuoso soffitto a lacunari dorati del 1630. La Cappella del Crocifisso, nucleo più antico del complesso, conserva il soffitto ligneo originario e l'abside costolonato della primitiva chiesa medievale.

A sinistra della chiesa si apre il convento con i suoi due chiostri. Nel chiostro principale, nella configurazione settecentesca, colonne con capitelli a foglie angolari reggono volte a crociera su una pavimentazione a spina di pesce; su di esso prospetta una bella facciata gotica con portale fiancheggiato da bifore, recuperata durante i recenti restauri. Il secondo chiostro, con eleganti pilastri ottagonali e archi a tutto sesto, segna il passaggio dal gotico alle prime forme rinascimentali; al centro il pozzo con lo stemma della famiglia Ruffo. Durante i lavori di restauro gli scavi hanno restituito strutture murarie e ceramiche del IV secolo d.C., tracce di una Cosenza tardoantica ancora in fase di studio.

Momento ideale
sempre, negli orari di apertura. La luce del pomeriggio valorizza gli stucchi della cupola e il rosone in facciata.
Accessibilità
il complesso si trova in Piazza Tommaso Campanella, raggiungibile a piedi sia dal centro storico che da Corso Mazzini. L’accesso alla chiesa non presenta barriere architettoniche significative.
Cultura locale
Cosenza è l'”Atene della Calabria”, città natale del filosofo Bernardino Telesio, al cui pensiero si ispirò Tommaso Campanella durante il soggiorno nel convento domenicano. A pochi passi, il Gran Caffè Renzelli in Palazzo Cicala — attivo dal 1803 — è il punto di ritrovo storico della città intellettuale cosentina.
Itinerario consigliato
il complesso è il punto di cerniera naturale tra le due anime di Cosenza. Risalendo Corso Telesio verso il centro storico si raggiungono in pochi minuti la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano. In direzione opposta, si può visitare il MAB — Museo all’Aperto Bilotti — con le sculture di arte contemporanea, lungo Corso Mazzini e raggiungere in piazza Bilotti il Museo Multimediale.

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