Convento di Santa Chiara — Museo del Fumetto

In Salita Liceo, a due passi dal Corso Telesio, il Convento di Santa Chiara – la cui chiesa in origine era dedicata a Santa Maria Maddalena – forma con la sede dell'Accademia Cosentina e la Biblioteca Civica un unico isolato prospiciente Piazza XV Marzo. Nel 1578 le suore Clarisse aprirono qui la loro seconda sede cosentina, dando avvio a una costruzione che si protrasse per oltre un secolo con aggiunte successive. Il monastero divenne uno dei più ricchi della città per le rendite che arrivavano da case e botteghe sparse per il centro storico, e anche per i privilegi concessi dalla regina Giovanna e dal re Ferrante, e poi da Filippo II. A differenza di molti altri conventi calabresi, sopravvisse alle soppressioni napoleoniche, ma dopo l'Unità d'Italia i beni furono incamerati dallo Stato e i locali adibiti a Uffici del Registro, funzione mantenuta fino agli anni '40. Nel 1943 i bombardamenti danneggiarono parte del complesso, poi occupato dagli sfollati. Abbandonato nel dopoguerra, fu restaurato dalla Soprintendenza tra il 1965 e il 1970.
Il complesso si articola su più livelli con accessi distinti. Al piano inferiore il chiostro rettangolare rinascimentale — con le sue colonne quadrate in tufo che reggono archi a tutto tondo e la singolare torre campanaria dai resti goticheggianti — è visitabile separatamente. Il livello superiore ospita invece Il Museo del Fumetto, già Galleria d'Arte Provinciale Santa Chiara, al quale si accede da ingresso autonomo. Il percorso si snoda su quattro piani collegati dalle scale originali del monastero. Al livello più alto la grande sala conserva la cupola dell'antica chiesa. Nei livelli intermedi si alternano sale espositive e spazi per laboratori. Al piano inferiore del museo la sala dedicata alla moto di Andrea Pazienza, il fumettista pescarese considerato tra i più geniali della sua generazione, scomparso a soli trentadue anni nel 1988, concessa da Marina Comandini, madrina del museo fin dal giorno dell'inaugurazione il 17 luglio 2014.
Ogni opera presente nel museo è stata commissionata a fumettisti che hanno conosciuto Cosenza, le sue storie e le sue contraddizioni. Il patrimonio esposto porta le firme di Milo Manara, Gilbert Shelton, Alberto Breccia, Tanino Liberatore, Angelo Stano, Bruno Brindisi, Gianluca Cestaro, Davide Toffolo — con un'opera dedicata a Pasolini — Ivo Milazzo, autore di un ritratto di Fabrizio De André, Jim Avignon, Nicola Alessandrini e David Vecchiato. Personaggi come Tex Willer e Dylan Dog convivono con lavori che raccontano il territorio bruzio attraverso il linguaggio del fumetto d'autore.





