Palazzo Cavalcanti

Lungo Corso Telesio, nel tratto che i cosentini chiamavano via Giostra Nuova, Palazzo Cavalcanti è uno degli edifici più antichi e significativi del centro storico. Costruito nel XVI secolo, appartenne a una delle famiglie patrizie più illustri della città. I Cavalcanti erano guelfi fiorentini: nel 1311, quando il popolo sobillato dai Pazzi incendiò le loro case, Tommaso, Teghiajo e Donato furono costretti a lasciare Firenze e si stabilirono a Cosenza. Da qui il ramo si diramò poi in Sicilia, Udine, Gaeta e Napoli. A ricordare le origini toscane della famiglia fu anche Bernardino Martirano, segretario dell'imperatore Carlo V, che in un sonetto sulle famiglie nobili di Cosenza scrisse che «i Cavalcanti vennero da Fiorenza».
Gli studiosi hanno poi riconosciuto nell'edificio la mano del Mormando — Giovanni Francesco Donadio (1449-1530), nato a Mormanno e formatosi a Napoli dove, nel 1505, realizzò il maestoso organo della chiesa di Sant'Eligio Maggiore. Da costruttore di organi il Donadio divenne uno dei più raffinati architetti del suo tempo, elaborando una cifra stilistica personale fondata su sistemi di eleganti paraste che davano ritmo e ordine alle facciate. La sua carriera culminò con la nomina a primo architetto del Regno di Napoli.
Le paraste angolari portano lo stemma dei Cavalcanti, un campo "D'argento seminato di crocette patenti ritrinciate di rosso", scolpito su uno scudo in pietra. Nella parte inferiore del palazzo corrono eleganti cornici in pietra che con molta probabilità interessavano l'intera facciata, spezzate poi dalle successive sopraelevazioni. In cima all'edificio si apre un'altana fiorentina con colonne in marmo. L'interno conserva grandi saloni con volte a botte, porte in legno dipinte e monumentali caminetti in pietra.
Nelle vicinanze di questo palazzo nacque, il 17 gennaio 1803, quello che sarebbe diventato poi il Gran Caffè Renzelli. Il caffè si spostò poi nei locali di Palazzo Cicala, dov’è ancora oggi, tra i locali storici più antichi d'Italia.





