Palazzo de Matera

Affacciato su via Antonio Serra e di fronte la storica sede del Liceo Ginnasio Bernardino Telesio, sorge Palazzo de Matera, uno degli edifici rinascimentali più importanti della città. Le origini della famiglia erano nella penisola Iberica. Tra i suoi antenati più illustri figura Leon Filippo de Matera, che nel 1221 fu vescovo di Martirano e consigliere dell'imperatrice Costanza d'Altavilla.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1520 per volere del patrizio Geronimo de Matera. Il portale su Via Antonio Serra si raggiunge da una doppia scalinata in pietra con ringhiera in muratura. Sopra l'arco corre l'iscrizione originale in lettere capitali rosse: «HIERONYMVS · LEMV · ALIAS · MATERA · PATRICIVS · COSENTINVS · SIBI · SVISVE · AMICIS · M · D · XX» — Geronimo Lemi alias de Matera, patrizio cosentino, [fece questo] per sé, i suoi e gli amici, 1520. In cima al portale svetta lo stemma della famiglia — un elmo sovrastante una fascia con tre conchiglie — affiancato da due tondi laterali con stemmi tra festoni floreali e la data 1520, e da un terzo stemma sopra un'iscrizione in latino. L'insieme di molti elementi, compreso il portale, secondo alcuni studiosi sarebbe attribuibile alla mano del Mormando — Giovanni Francesco Donadio da Mormanno, primo architetto del Regno di Napoli, già autore del vicino Palazzo Cavalcanti — sulla base della straordinaria corrispondenza con il portale di Palazzo Marigliano a Napoli, realizzato dallo stesso architetto. Nel corso dei secoli l'edificio fu ampliato e nel 1943 fu danneggiato dai bombardamenti aerei. Un recente restauro conservativo ha riportato il palazzo all'aspetto attuale.
Al piano nobile ha sede la biblioteca della famiglia Mancini-deMatera, con circa diecimila volumi tra cui preziose cinquecentine e seicentine, dichiarata di particolare interesse storico-culturale dal Ministero della Cultura. Il legame con i Mancini risale a Giuseppina de Matera, che sposò Pietro Mancini — il primo deputato socialista di Calabria e Basilicata. Loro nipote fu Giacomo Mancini (Cosenza 1916 – 2002), il più autorevole politico calabrese del Novecento, più volte deputato e ministro della Repubblica che abitò il palazzo fino alla sua scomparsa. Una parte dell'edificio è oggi destinata a ospitalità di lusso.





