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Palazzo di Gaspare Sersale

Sul Largo delle Vergini, uno dei quartieri più suggestivi della Cosenza antica, il Palazzo di Gaspare Sersale è una delle testimonianze più integre dell'architettura tardogotica-durazzesca in Calabria. Lo volle erigere nel 1493 Gaspare Sersale, Signore di Sellia, e il portale principale porta ancora incisa la sua memoria: «Mai fu tarda la cura dei miei doveri, Gaspare Sersale signore della Sellia mi costruì dalle fondamenta e avendomi costruito mi conservò, 1493». Sopra l'iscrizione lo stemma di casa Sersale campeggia entro una cornice floreale. La facciata in pietra calcarea chiara di Mendicino, tagliata in conci perfettamente allineati, è percorsa da una trama di cornici orizzontali e verticali che inquadrano le finestre su tre livelli. Al centro si apre il portale ad arco leggermente schiacciato, affiancato da sottili colonnine con capitelli fogliacei. Agli incroci della griglia lapidea alcuni elementi zoomorfi decorano i nodi — sul lato destro al primo livello si intravede ancora una testa leonina, probabile segno di protezione. Il 7 novembre 1535 il palazzo visse il suo momento più celebre: Carlo V vi soggiornò durante il viaggio di ritorno dalla campagna militare contro i Turchi in Africa settentrionale, ospite dello stesso Gaspare Sersale.

Annesso al palazzo sorge il monastero cistercense di Santa Maria delle Vergini. L'ingresso originario del palazzo è stato murato nel tempo: oggi si accede attraverso il monastero stesso, il cui portale del cortile conventuale è decorato con bugne a punta di diamante — unico esempio di questa decorazione in tutta la Calabria. Al palazzo e al convento è legata una leggenda cittadina che ha lasciato un segno nel toponimo: la «calata della corda». Le versioni tramandate sono almeno due. Secondo lo storico Coriolano Martirano, durante i festeggiamenti per la visita di Carlo V un nobile spagnolo di nome Mendoza convinse con l'inganno una giovane reclusa a fuggire calandosi dalle finestre con le lenzuola. Secondo Giuseppe Cavalcanti, invece, sarebbero state due nobili fanciulle — Beatrice Sersale e Belluccia Sambiase — ad essere aiutate a fuggire dal cavaliere Geronimo Quattromani, che per questo fu costretto ad abbandonare la città. Da quella vicenda — o da ciò che presumibilmente accadde — i cosentini chiamano ancora oggi «calata della corda» quel tratto di via.

Momento ideale
sempre. Il portale con l’iscrizione originale e lo stemma dei Sersale si leggono bene dall’esterno. La chiesa delle Vergini è visitabile negli orari di apertura al culto.
Accessibilità
il palazzo si trova sul Largo delle Vergini, raggiungibile a piedi dal centro storico. Il percorso presenta dislivelli tipici del centro antico.
Cultura locale
i Sersale furono tra le famiglie più influenti del Rinascimento meridionale. Il loro palazzo più tardo — quello di Pompeo Sersale, del 1592 — si trova su Corso Telesio e nei suoi sotterranei sono emersi resti della metropoli dei Bruzi risalenti al IV secolo a.C.
Itinerario consigliato
dal Largo delle Vergini si raggiunge in circa 10-15 minuti di salita il Castello Normanno-Svevo sul colle Pancrazio, da cui lo sguardo abbraccia tutta la confluenza tra il Crati e il Busento. Scendendo verso nord si raggiunge la Cattedrale di Santa Maria Assunta, poi il Museo dei Brettii e degli Enotri e il Gran Caffè Renzelli in Palazzo Cicala.

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