Palazzo di Pompeo Sersale

Sul tratto finale di Corso Telesio, ad angolo con Piazza XV Marzo, il Palazzo di Pompeo Sersale è uno degli esempi meglio conservati dell'architettura tardorinascimentale di Cosenza. Fu eretto nel 1592 da Pompeo Sersale, appartenente al ramo più giovane della famiglia — quello detto "di sotto", per distinguerlo dal palazzo quattrocentesco di Gaspare Sersale sul Largo delle Vergini. Come nel palazzo di Gaspare, anche qui lo stemma con protome leonina campeggia su lastra di marmo azzurro venato sopra il portale, e le lesene scandiscono il prospetto secondo lo stesso ritmo. La parte bassa della facciata ha un robusto fascione in bugne a cuscino, interrotto dagli ingressi ai magazzini dove erano conservati i generi alimentari; ai piani superiori balconi e finestre con mensole decorate alleggeriscono la compattezza del prospetto. Sulla volta dell’ampio androne si leggono ancora i resti di un affresco cinquecentesco con lo stemma della casa; oltre l'androne due rampe di scale salgono simmetriche verso i piani superiori, mentre sul cortile interno si aprivano le stalle attraverso una sequenza di archi in pietra.
Il palazzo porta anche il nome di Telesio, perché qui Bernardino — il filosofo cosentino autore del De Rerum Natura — trascorse la vecchiaia e morì. Telesio aveva sposato Diana Sersale, vedova de Matera, ereditandone il palazzo di famiglia. Nel 1762 fu ampliato perdendo in parte il suo aspetto originario. Nei lavori del 1984 e del 1997 per la costruzione di un caveau bancario, gli scavi portarono alla luce sotto le fondamenta parte della città dei Brettii risalente al IV secolo a.C., con un impianto termale romano del I secolo a.C. rinnovato in età augustea e in uso almeno fino al II secolo d.C., con calidarium e tubuli ancora visibili.





