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Palazzo Grisolia

In Via Giostra Vecchia, nel quartiere che prende il nome dall'antica giostra medievale, Palazzo Grisolia è uno degli edifici neoclassici più conosciuti del centro storico. Il suo nucleo originario risale alla fine del Settecento, portato in dote da Gaetana Catalano al marito Tiberio Grisolia — nativo di Celico, spregiudicato prestatore di denaro che nei decenni convulsi tra Borbone e Francesi riuscì ad accumulare grandi ricchezze. Alla sua morte, nel 1834, il palazzo passò al figlio Filippo che lo sopraelevò di un piano e lo ristrutturò per accogliere tutta la famiglia. Nel 1904 il nipote Oscar fece erigere proprio davanti all'edificio il teatro Grisolia — inaugurato con il Rigoletto il 10 marzo di quell'anno — primo teatro stabile della città, di cui non resta più nulla.

La facciata neoclassica ha una base in bugnato separata dal primo piano da un lungo cornicione marcapiano. Al piano terra il portale in pietra scanalata è affiancato da quattro colonne a tutto tondo, su cui si apre il balcone del piano nobile con inferriata geometrica. Piccole aperture a mezza luna illuminano i magazzini al piano terra, mentre lungo la facciata ci sono ancora i ganci in ferro lavorati a testa di drago a cui si legavano i cavalli. Le finestre dei piani alti hanno cornici in pietra a motivi floreali; quella del balcone principale ha, in particolare, un decoro in stucco più elaborato, con rami intrecciati tra cornucopie e nastri. Delle quattro colonne del portale si racconta una storia curiosa, sostenuta dallo scritto del canonico Pasquale Manfredi del 1844, in cui si racconta che appartenessero a un antico tempio romano o bruzio i cui resti erano emersi nel 1826 durante i lavori di ribassamento della strada. Filippo Grisolia le avrebbe recuperate e adattate con capitelli neoclassici, non proprio pertinenti alla linea architettonica del palazzo.

Attorno al cortile quadrangolare interno, due logge sovrapposte di chiara influenza napoletana. L'arcata centrale della loggia superiore, su colonne neoclassiche, introduce la scalinata verso i piani alti. Al piano nobile il salone si apre con soffitti alti oltre cinque metri, affrescati o con travatura originale in legno, pavimenti finemente decorati e porte d'epoca. Oggi il palazzo è dimora storica visitabile, sede di eventi culturali che hanno contribuito a riportare vita nel quartiere della Giostra Vecchia.

Momento ideale
sempre, negli orari di apertura della dimora. Il palazzo partecipa alla Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane, occasione per visitare anche il piano nobile.
Accessibilità
raggiungibile a piedi dal centro storico, in Via Giostra Vecchia 2. Il quartiere presenta dislivelli e gradinate tipici del centro antico.
Cultura locale
il quartiere della Giostra Vecchia prende il nome dalle giostre medievali che vi si svolgevano. È uno dei tratti più autentici del centro storico, con vicoli stretti, conventi e palazzi nobiliari.
Itinerario consigliato
salendo dal palazzo si raggiunge in pochi minuti il Largo delle Vergini con il Palazzo di Gaspare Sersale e il Monastero di Santa Maria delle Vergini. Scendendo verso Corso Telesio si trovano la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo Diocesano.

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